Articolo 6.2 - approcci di cooperazione
L’Articolo 6.2 dell’Accordo di Parigi disciplina gli approcci cooperativi volontari tra Parti per il conseguimento degli obiettivi contenuti nei rispettivi NDC, consentendo il trasferimento internazionale di risultati di mitigazione (ITMOs – Internationally Transferred Mitigation Outcomes) previa autorizzazione delle Parti coinvolte.
Per quanto riguarda l’Articolo 6.2, una delle principali questioni affrontate a Bonn ha riguardato il Finanziamento delle infrastrutture, dei processi e del capacity-building per l’implementaziopne degli approcci di cooperazione bilaterali.
Le Parti hanno discusso diverse opzioni di finanziamento, presentate nel documento tecnico aggiornato predisposto dal Segretariato tra cui il ricorso al bilancio ordinario UNFCCC, contributi volontari e sistemi basati sul recupero dei costi attraverso tariffe applicate agli utilizzatori dei servizi. Il confronto ha evidenziato una crescente polarizzazione tra Paesi favorevoli a un finanziamento pubblico e multilaterale dell’infrastruttura dell’Articolo 6.2 (African Group, LDCs) e Paesi che promuovono una graduale transizione verso un sistema basato sul principio del recupero dei costi tramite tariffe (UE).
Il Segretariato ha inoltre illustrato le spese approvate per le attività legate all’Articolo 6.2 che ammontano a circa 10,7 milioni di USD e le risorse attualmente disponibili pari a circa 2,1 milioni di USD, sottolineando il deficit stimato tra 8 e 9 milioni di USD per il biennio 2026-2027.
Al momento sono stati registrati 48 approcci cooperativi sulla Centralized Accounting and Reporting Platform (CARP) e 67 Parti hanno manifestato interesse a utilizzare l’International Registry.
La discussione assumerà particolare rilievo a SBI 65, dove dovrà emergere una proposta in grado di garantire la sostenibilità finanziaria del sistema senza compromettere la partecipazione dei Paesi con minori capacità istituzionali.
Nel corso degli SB64 si è svolta anche una nuova sessione dell’Article 6.2 Ambition Dialogue, il processo istituito dalla CMA per favorire uno scambio informale di esperienze tra le Parti e gli osservatori sul contributo degli approcci cooperativi al raggiungimento degli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il dialogo, che si inserisce nel programma di capacity building previsto per l’attuazione dell’Articolo 6, offre uno spazio di confronto complementare ai negoziati formali.
Le discussioni hanno riguardato in particolare le modalità con cui i Paesi stanno sviluppando i sistemi istituzionali necessari per partecipare ai trasferimenti internazionali di risultati di mitigazione (ITMOs), inclusi i processi di autorizzazione, i sistemi di tracciamento, le procedure di monitoraggio e gli obblighi di rendicontazione. La prima sessione è stata aperta da una presentazione del Segretariato UNFCCC sullo stato di attuazione dell’Articolo 6 e sui risultati emersi dai precedenti Dialoghi sull’Ambizione.
L’aggiornamento fornito dal Segretariato ha evidenziato i progressi compiuti nell’operatività degli approcci cooperativi previsti dall’Articolo 6.2. Al 10 giugno 2026 risultavano infatti:
- registrati approcci cooperativi che coinvolgono 40 Parti trasferenti e 4 Parti acquirenti o utilizzatrici di ITMOs;
- presentati da 23 Parti gli Initial Reports (IRs) o i relativi Updated Initial Reports (UIRs);
- trasmesse da 8 Parti le informazioni annuali attraverso l’Agreed Electronic Format (AEF);
- presentate da 3 Parti le informazioni periodiche previste dal sistema di rendicontazione;
- assegnato il primo approccio cooperativo (CA0001) al Paris Agreement Crediting Mechanism (PACM) previsto dall’Articolo 6.4.
Tali dati confermano i progressivi avanzamenti nell’implementazione operativa dell’Articolo 6 e il crescente coinvolgimento delle Parti nei meccanismi di cooperazione previsti dall’Accordo di Parigi.
Nel corso del confronto, numerose Parti hanno illustrato le principali difficoltà incontrate nell’implementazione dell’Articolo 6.2, evidenziando sfide di natura tecnica, istituzionale e amministrativa. Altri Paesi, tra cui Bolivia, Nepal e Ucraina, hanno presentato i progressi compiuti nella predisposizione delle strutture nazionali necessarie per l’operatività del meccanismo. Particolare interesse hanno suscitato gli interventi dell’Unione europea e della International Air Transport Association (IATA), soprattutto in relazione alle interazioni tra gli approcci cooperativi previsti dall’Articolo 6 e il sistema CORSIA per la compensazione e la riduzione delle emissioni del trasporto aereo internazionale.
Un tema ricorrente delle discussioni ha riguardato le numerose inconsistenze emerse durante i processi di revisione dei rapporti presentati dalle Parti nell’ambito dell’Articolo 6.2. Diversi partecipanti hanno sottolineato la necessità di approfondire le cause di tali inconsistenze e di rafforzare la qualità e l’affidabilità delle informazioni comunicate. Alcune organizzazioni della società civile e l’African Group of Negotiators (AGN) hanno inoltre evidenziato l’opportunità di adottare un approccio prudenziale nell’utilizzo degli ITMOs associati a segnalazioni di possibili inconsistenze, fino alla completa chiarificazione delle questioni emerse durante le revisioni tecniche.
Sono inoltre proseguiti i dialoghi dedicati al rafforzamento delle capacità e alla condivisione delle esperienze nazionali nell’attuazione dell’Articolo 6. Molti Paesi hanno illustrato i progressi compiuti nello sviluppo dei sistemi nazionali necessari per partecipare ai meccanismi di cooperazione internazionale previsti dall’Accordo di Parigi.
Articolo 6.8 – Approcci di non mercato (Non-Market Approaches, NMAs)
L’Articolo 6.8 dell’Accordo di Parigi istituisce un quadro di cooperazione per gli approcci non di mercato (NMAs), finalizzato a sostenere l’attuazione degli NDC e ad accrescere l’ambizione in materia di mitigazione e adattamento nel contesto dello sviluppo sostenibile e dell’eradicazione della povertà.
Nell’ambito della SB64 si è svolto il nono incontro del Glasgow Committee on Non-Market Approaches (GCNMA 9), organismo che si riunisce due volte l’anno in concomitanza con le sessioni ordinarie del SBSTA.
Nelle conclusioni adottate (FCCC/SBSTA/2026/L.1), il SBSTA ha accolto con favore l’utilizzo di uno spin-off group articolato in sei gruppi di discussione tematici e ha invitato il Segretariato a utilizzare modalità innovative, inclusi quiz e strumenti interattivi, nelle attività di capacity-building relative all’Articolo 6.8. Il SBSTA ha inoltre preso nota degli aggiornamenti sullo sviluppo e sull’utilizzo della piattaforma NMA, delle informazioni sul supporto disponibile per gli approcci non di mercato e delle attività di capacity-building rivolte ai focal point nazionali.
È stato inoltre accolto favorevolmente il workshop del 9 giugno 2026 dedicato allo scambio di esperienze e buone pratiche sugli approcci non di mercato. Nel corso dell’evento sono stati presentati i cinque approcci attualmente registrati sulla piattaforma NMA dell’UNFCCC.
Nell’ambito della Revisione del Work Programme sugli Approcci Non di Mercato la CMA 3 aveva richiesto a SBSTA 64 e SBSTA 65 di avviare una revisione del programma di lavoro relativo agli approcci non di mercato al fine di valutarne l’efficacia, individuare possibili miglioramenti e formulare raccomandazioni da sottoporre alla CMA 8. Successivamente, la CMA 7 ha richiesto al SBSTA di esaminare possibili funzionalità aggiuntive della piattaforma NMA che consentano alle Parti di registrare i progetti identificati nell’ambito del work programme.
Nelle conclusioni adottate, il SBSTA ha preso nota del documento informale predisposto dai co-facilitatori, che raccoglie le posizioni espresse dalle Parti durante la SB64, e ha incaricato il Presidente del SBSTA di elaborare un nuovo documento informale, basato sulle discussioni svolte nel corso della sessione, da sottoporre all’esame della SBSTA 65.
